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Hanno per generazioni fatto di una abilità nel modellare l’oro e l’argento, un arte.

Il nome Barraja sia in arabo sia in ebraico (baraka) significa “benedizione divina “. Provenivano dal Nord della Spagna , Vizcaia regione Basca sul golfo di Biscaglia nel XIV secolo.

Dalla Spagna si spostarono presumibilmente tra il 1350 e il 1400 alcuni in Francia a Nizza, alcuni a Torino e altri nell’Alto lago di Como . Una migrazione dall’Alto lago di Como verso la Sicilia nel XVI secolo dovuta alle precarie condizioni economiche di quel luogo e alla prosperità di Palermo che necessitava di tutto, dai commerci alla manodopera specializzata per la costruzione di palazzi e chiese, spinse quivi questi mercanti artisti, e tra essi nel 1520 alcuni componenti del gruppo familiare Barraja .

Un Andrea Barraja fu nominato il 29 ottobre 1616 capo della comunità della terra esistente nell’Alto lago di Como.

Sono già abili e stimati gioiellieri, orafi e argentieri attivi a Palermo dal 1710. Tale periodo d’inizio della loro attività e la continuità nello stesso lavoro li pone quali secondi in ordine di tempo tra i più antichi orafi del mondo, dopo i Mellerio gioiellieri trasferitisi a Parigi nel 1613 dalla Lombardia.

Un Giovanni Barraja tra il 1743 e il 1749 fu incaricato dalla Maestranza degli orafi e argentieri di verificare la “bontà” degli oggetti d’argento eseguiti a Palermo . carica di fiducia e prestigio data dal Console della Maestranza per sette anni consecutivi, mentre normalmente l’incarico veniva concesso per uno o due anni al massimo, segno di come la famiglia Barraja fosse depositaria della stima del Console e dei maestri della stessa arte.

Andrea e Giovanni figurano ancora nel 1763 in un manoscritto esistente presso la Biblioteca Comunale di Palermo. Un figlio di Giovanni Gaetano nato nel 1775, continuò la tradizione sempre con bottega in Via S. Eligio , e nel 1799 sposò Rosalia Salamone –Nicchi nella chiesa di S. Antonino . Costei era figlia dell’abile argentiere Michele Salamone ed era imparentata con l’argentiere Antonino Nicchi da parte di madre, secondo la consuetudine di privilegiare matrimi tra i familiari dei membri della stessa maestranza.

Antonino Nicchi nel 1774 aveva eseguito un ostensorio in argento con smalti e rubini per la cattedrale di Palermo . Il suocero Michele Salamone aveva la bottega in Via Argenteria 23 dove andò a lavorare Gaetano.

La via argenteria era allora la strada di tutti i gioiellieri .

Nel 1826 in seguito alla soppressione delle Maestranze Francesco I Re del Regno delle Due Sicilie con un real decreto dispose che gli orafi e argentieri dovevano avere obbligatoriamente la patente, e Gaetano la ottenne il 22 Febbraio 1830.

Gaetano ebbe tre figli Giuseppe Michele e Francesco tutti e tre argentieri e orafi , questi ultimi due senza eredi mentre Giuseppe continuò l’attività spostandosi però in Corso Vittorio Emanuele 134, che era divenuta la nuova strada dei gioiellieri.

Giuseppe nel 1862-63 dopo l’unità d’Italia fu arrestato , condotto nella caserma dei carabinieri, interrogato poiché negli anelli che costruiva incideva il motto di Garibaldi “Roma o morte” , motto legato alla famosa “Questione Romana” per l’annessione di Roma al Regno d’Italia.

Giuseppe morì nel 1882, e i suoi figli continuarono l’attività intitolandola “Fratelli Barraja” sempre in corso Vittorio Emanuele 134. E’ il momento in cui vengono offerti alla clientela più esigente raffinati monili in corallo in concomitanza con i ritrovamenti dei banchi corallini di Sciacca.

Alla fine dell’ 800 continuarono la tradizione orafa argentiera Salvatore Ernesto e Giuseppe figli di Franco uno dei Fratelli Barraja e nipoti di Giuseppe. Salvatore avviò l’attività in Corso vittorio Emanuele 130 probabilmente nel 1905 a 23 anni e nel 1908 in Via Maqueda 221 . La nuova strada del lusso.

Di fronte nel palazzo Rudinì abitava la sua amata , Margherita, che dopo un assiduo corteggiamento riuscì a sposare il 23 Gennaio 1911, e a cui dedicò diversi gioielli ispirati al suo nome come la spilla rotonda in brillanti e platino dove una margherita di brillanti si posa su delle bacchettine che formano il nome Salvatore.

Nel 1914 gli viene concesso il significativo Brevetto della Real Casa Savoia come fornitore di S.M. Vittorio Emanuele III . Nel suo negozio è presente una raffinata produzione di gioielli tipica degli anni 1920-25 in platino, onice e brillanti con influenze di gusto francese , secondo la moda dei tempi.

Le sue frequentazioni con Parigi gli permisero di fare giungere a Palermo in largo anticipo le novità sulla moda del gioiello. Egli stesso realizzerà dei disegni prima ispirati alla gioielleria liberty , con il suo gusto floreale, e poi a quelli decò con la loro schematicità lineare, dando un ‘idea della versatilità artistica dell’orafo erede di una prestigiosa tradizione.

E’ presente a Monza nel 1925-27- 30 all’Esposizione d’Arte decorativa , a Venezia nel 1930 alla XVII Esposizione Biennale Internazionale d’Arte.

Salvatore nel 1958 con il figlio Mario sempre pronto a recepire i cambiamenti della città aprì una nuova sede in Via Ruggero Settimo 26 su progetto dell’architetto Bega.

In questo nuovo negozio Salvatore e Mario rafforzarono il settore delle pietre preziose trattando brillanti, smeraldi zaffiri e rubini e perle vere sempre di ottima qualità , grazie alle vaste conoscenze internazionali e alle visite continue ai centri di smistamento come Anversa, Parigi, Londra e di produzione come Valenza–Po , Milano, Vicenza, Firenze.

Oggi i figli silvano e Carlo continuano con la stessa passione e nel rispetto di una tradizione orafe e argentiera con la massima cura nel garantire la clientela negli acquisti di gioielleria, di argenti antichi e moderni, nel sevizio post vendita e nel restauro di oggetti antichi .

La gioielleria Barraja ha esposto i propri prodotti nelle fiere di settore negli Emirati Arabi Uniti a Sharjah nel 2002, Abu Dhabi 2003, 2004, 2005 (Adijex), e a Beirut nel 2004 ad Hong Kong nel 2012, 2013 e 2014  e Las Vegas nel 2014

Sono sempre stati attenti al variare del gusto e delle mode e con la loro propria esclusiva produzione hanno consegnato alla clientela gioielli e argenteria di sicura affermazione nel tempo.